Molto spesso si sente dire che “Firenze si è fermata al Rinascimento", trascurando le prospettive estetiche e idealistiche del mondo contemporaneo. Ma a pensarci si potrebbe affermare, specularmente, che Firenze trascura anche l'antichità: il suo stesso patrimonio archeologico.
Comunque vada, quello che andiamo trascurando ha un valore inestimabile poiché la città, in ogni epoca, ha offerto idee e materiali di grande interesse. Come se, nella valle dell'Arno, misteriose energie avessero spinto l'Homo Sapiens a reinventarsi in modi sempre nuovi e via via più originali.
Se l'innesto dell'estetica contemporanea nella città di Firenze appare ormai un'impresa patetica, romantica e quasi “maledetta”, non tutto è stato forse tentato per la rivalutazione dell'antichità della città.
Ad esempio, sulla
Firenze Romana, restano ancora molti vuoti archeologici nonostante i convegni, gli scavi, e le numerose ricerche storiche pubblicate.
La
Firenze alto-medievale, a causa della mancanza di fonti attendibili, è in gran parte avvolta nel mistero con la sua complessità urbanistica, culturale e cultuale (si pensi, ad esempio, alla presenza dell’eresia ariana).
Inoltre troppo spesso si dimentica che, proprio in corrispondenza del centro della città, l’Uomo è presente da tempi immemorabili; i ritrovamenti dimostrano che qui vissero gruppi
villanoviani, cioè pre-etruschi. Infatti, sin dalla preistoria, nella valle dell'Arno è attestata una presenza stanziale, nonché il culto della
Grande Madre.

L'indagine archeologica, nel tessuto urbano di Firenze, può ricevere un contributo essenziale nell'attività dei gruppi spontanei, come il Gruppo Archeologico Fiorentino. In questo DVD pubblichiamo un documentario realizzato in occasione di un convegno del GAF, con lo scopo d’introdurre il visitatore, in modo semplice ma serio, alle problematiche archeologiche della città.
Si tratta di un prodotto snello e prospettico, che non osa nemmeno lontanamente il confronto con le monumentali Videocassette di Becattini, ne' tanto meno con le mirabolanti ricostruzioni 3d che si producono qua e la'. E' piuttosto una sorta di "fotografia" del momento attuale, attenta a ciò che "si potrebbe e dovrebbe fare" per l'archeologia della città.